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La nostra storia

ALLE ORIGINI DI UNA MODERNA BANCA LOCALE


L’unione del Veneto all’Italia (27 ottobre 1866), non sciolse le aspettative dei ceti meno abbienti, che continuarono a vivere in situazioni di estrema precarietà anche nei decenni successivi alla formazione dello stato sabaudo. Per affrontare lo stato di disagio di tanta gente, sorsero allora le prime forme di mutua assistenza e cooperazione particolarmente apprezzate nelle aree rurali dove l’esasperazione era più accentuata.

Con la promulgazione dell’Enciclica sociale “Rerum Novarum”, fatta da Leone XIII nel 1891, anche la Chiesa prese posizioni decise sui problemi legati al rispetto delle regole minime della sopravvivenza. Nel documento il Papa, affermando il diritto alla proprietà, invitava i padroni a garantire un lavoro sopportabile con una giusta mercede, consentendo nel contempo ciò che è necessario al riposo, all’igiene ed allo svago.

    


Lo Stato appena sorto non era in grado di garantire tutto questo. Alle classi più povere era praticamente vietato accedere al credito. I piccoli proprietari terrieri e fittavoli erano diventati ormai facile preda dell’usura, assai diffusa nel mondo rurale. Il mondo cattolico, particolarmente attento a queste situazioni di disagio, cercava di dare una soluzione a questi problemi. Intanto nel 1892 a Loreggia, Leone Wollemborg economista, giurista e uomo politico padovano, avviò la prima Cassa Rurale in Italia realizzata sul modello tedesco creato da Raiffeisen.

Incoraggiati dal successo di quella iniziativa, alcuni parroci con il consenso del vescovo di Adria mons. Antonio Polin (1882-1908) e il sostegno dell’Opera dei Congressi, diedero vita alle prime Casse Rurali in Polesine. Queste nuove istituzioni ebbero certamente un esito positivo sul piano economico ma, essendo sorte in ambito parrocchiale, puntarono decisamente anche sul miglioramento morale e religioso dei soci.
Da principio ebbero sede nelle canoniche, avendo come primo responsabile il parroco. Tra il 1893 ed il 1897 in tutta la Provincia di Rovigo sorsero 37 Casse Rurali con oltre 2000 soci.

Tra queste, a partire dal 19 gennaio 1896 divenne operativa anche la “Cassa Rurale di Prestiti ‘Santa Maria Assunta della Tomba’ di Adria”. La Società, composta da 26 soci riuniti per la prima volta presso la canonica parrocchiale della Tomba sotto la presidenza del Parroco mons.

Luigi Fracon, si proponeva per Statuto “di migliorare la condizione morale e materiale dei Soci, fornendo loro il denaro necessario pei loro interessi”. Dello stesso tenore  troviamo le parole di mons. Fracon pronunciate il 12 luglio 1896, in occasione dell’apertura della prima Assemblea della Banca. Nel suo saluto il Parroco faceva “voti pel conseguimento dell’altissimo scopo ch’essa (la Cassa Rurale di Prestiti) si propone insieme al benessere materiale dei suoi membri”.

Questa presenza importante dei parroci nel mondo delle Casse Rurali, sta a testimoniare la volontà della Chiesa diocesana dell’epoca, di offrire a ciascuno dei suoi figli spirituali una forma di sostegno economico libero da condizionamenti esosi, in grado di far crescere famiglie e piccole imprese ponendole al riparo dallo strozzinaggio dei privati e dal peso eccessivo degli interessi applicati dalle Banche più grosse.
A distanza di un anno dalla costituzione della Cassa di Prestiti “Santa Maria Assunta” presso la parrocchia della Tomba, sorse analoga istituzione anche presso la cattedrale di Adria (11 gennaio 1897).

L’intero Comune di Adria all’epoca contava 15.700 abitanti e comprendeva le parrocchie cittadine di Tomba-S.M.Assunta (5.700 anime), Castello-Cattedrale (9.410 anime) e Baricetta-S.Giuseppe.
Fin dall’inizio queste istituzioni si mossero a favore dei soci applicando un interesse assai limitato e devolvendo gli eventuali utili alla cassa comune per il vantaggio di tutti.
Questo indirizzo si è mantenuto fino ai giorni nostri e questo ha costituito la forza trainante dell’azione ormai ultrasecolare delle due Banche di Credito Cooperativo “Santa Maria Assunta” e “Cattedrale” giunte alla fusione nell’interesse dell’intera compagine sociale.

Sui valori perenni della solidarietà perseguita fin dall’origine dai due Istituti di Credito si è sviluppata nel tempo una crescita inarrestabile. Una intuizione profetica (fusione per incorporazione conclusa il 24 gennaio 1973) degli Amministratori della Cassa Rurale “S.M.Assunta” e della Consorella di Scardovari, ha consentito di allargare il campo di azione della nuova Banca in tutto il Basso Polesine.
La bontà di questa scelta è sotto gli occhi di tutti. L’azione illuminata delle Amministrazioni successive  ha portato la Banca di Credito “Santa Maria Assunta” ad operare fuori Regione ed anche nella economicamente vivace area di Chioggia.
La fusione in corso consentirà di raggiungere anche altre aree limitrofe, tra cui il produttivo Comune di Cavarzere. Per il nuovo soggetto bancario in via di formazione verrà proposto il nome significativo di “BANCADRIA”.
E’ un titolo emblematico che intende sottolineare il forte legame di un territorio che vede con fiducia la crescita della sua Banca Locale.
(Aldo Rondina) 

 

 

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